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November 07 " si stava meglio quando si stava peggio "Come credo che ogni paese abbia bisogno di una guerra ogni tanto per saper apprezzare il benessere e i pregi della democrazia, così penso che siano necessari per ognuno di noi momenti di pura tristezza che ci rendano capaci di adorare e, soprattutto, saper rendere adorabili quelli che il destino ci regala come momenti di buonumore , o meglio, momenti caratterizzati dall'assenza di male, preoccupazione, paranoie e fobie varie. Solo dopo la seconda guerra mondiale il nostro entusiasmo di essere tornati in pace, reso quindi entusiasmo di vivere, ci ha portato a rendere gli anni sessanta "favolosi", come ancora oggi vengono definiti. "Quei favolosi (quanto rimpianti) anni sessanta" in cui Mary Quant inventò la minigonna, il decennio dei Beatles e dell'invenzione del primo pc dell'Olivetti. Gli anni di Martin Luther King , che non ha brevettato nulla, ma si è limitato a svegliare dal comodo torpore egoista la finta razza superiore. Negli anni 60 Kubrick fantasticava sull'odissea nello spazio di cui noi , esseri umani esistenti nel 2009, avremmo dovuto essere partecipi nel 2001. Alle soglie del 2010 guardiamo uomini e donne poichè, consumatasi la carica euforica del dopoguerra , la curiosità e la voglia che abbiamo di conoscere (e di conseguenza di inventare) ,ci piace adagiarci nel riposo di quello che già sappiamo e che ci sembra sempre abbastanza. L'uomo non è capace a gestire le proprie "ore d'aria", le proprie ora di luce. Quando tutto va bene la paura di una catastrofe improvvisa veglia sulla sua felicità limitata da un futuro incerto. (Lo stesso pensare sempre al futuro ci porta a vivere a imamgine e somiglianza della nostra ambizione, senza permetterci di godere a pieno del presente certo che ci è concesso.) L'uomo è una macchina progettata per reagire agli imprevisti, ciò lo differenzia da un computer: Quando tutto va bene gli imprevisti in qualità di finti mali vengono creati, quando tutto va bene viene risvegliato ogni minimo motivo di lamentela, perchè solo l'imprevisto e il male possono tenere l'uomo idaffarato : pensandoci, la fame fa lavorare l'uomo, la necessità di non sentirsi solo lo porta a innamorarsi. Pochi sono in grado di essere felici, e quasi sempre lo sono perchè hanno barcollato in passato nel buio e sanno accontentarsi della propria felicità, ma solo perchè sanno renderla tale. LA FELICITA' E', SAREBBE E POTREBBE ESSERE UN COSTRUTTO DI UN BUIO PASSATO, UNA SPENSIERATEZZA PRESENTE, UN ILLUSIORIO E AMBIZIOSO FUTURO. "Gode e non ce lo dice. Quando parliamo noi? Quando riflettiamo? Solamente quando vi siamo costretti da cause avverse; mentre poi in quelle che ci danno diletto il nostro spirito riposa e tace. Pare così che il mondo sia soltanto pieno di mali. Un'ora breve di dolore c'impressiona lungamente; un giorno sereno passa e non lascia traccia..." Pirandello, L'esclusa. |
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